Asimmetrie facciali e posturali di origine occlusale

Asimmetrie Facciali e Posturali

Asimmetrie Facciali e Posturali

Le Asimmetrie Facciali e Posturali sono quelle asimmetrie che si verificano durante la crescita.

Esse sono il risultato di un’interferenza occlusale.

Infatti, la mandibola è forzata a deviare lateralmente per raggiungere la massima intercuspidazione e una buona stabilità attraverso il maggior numero di contatti occlusali.

Da qui vi è uno sviluppo disarmonico delle ossa del cranio e la determinazione di dismetrie scheletriche.

Le strutture maggiormente interessate da tale adattamento sono i condili.

Con gravi ripercussioni sulla funzionalità dell’articolazione temporomandibolare e sulla crescita mandibolare e ovviamente sulla postura.

È quindi fondamentale saper riconoscere e risolvere precocemente un’asimmetria funzionale.

Asimmetrie facciali e posturali di origine occlusale.

Le asimmetrie facciali e posturali, sono una condizione clinica caratterizzata.

In primis, dallo scivolamento obbligato della mandibola in direzione laterale durante i movimenti di chiusura.

“Come dimostrano gli studi di Fuentes e, confermati da Sato, in età evolutiva il dislocamento laterale della mandibola può condurre a un cambiamento adattativo del pattern di crescita del condilo e a una modificazione della sua forma.”

Come riconoscere le Asimmetrie facciali e posturali.

All’esame obiettivo si riscontra una deviazione del mento e un angolo goniaco omolaterale alla laterodeviazione posizionato posteriormente rispetto al controlaterale.

A livello intraorale è generalmente presente un cross-bite monolaterale associato a una deviazione della linea interincisiva inferiore verso il lato del cross-bite.

I rapporti occlusali sagittali sono asimmetrici, con una Classe II piena o parziale sul lato del cross-bite e una Classe I sul lato opposto.

L’arcata mascellare risulta invece simmetrica rispetto alla base apicale di appartenenza.

http://www.laposturologia.it/occlusione-e-postura/

Le cause.

Le cause dell’insorgenza dell’Asimmetrie facciali e posturali sono esclusivamente di tipo acquisito.

Il principale fattore eziologico è rappresentato dai precontatti dentali, responsabili delle laterodeviazioni funzionali di lieve entità.

Tali interferenze occlusali sono dovute all’inclinazione errata, alla rotazione di un elemento dentale o alla permanenza dell’elemento deciduo in arcata durante l’eruzione del permanente corrispondente.

Nella maggior parte dei casi il canino deciduo risulta essere l’elemento dentale più coinvolto.

La manifestazione clinica di un’asimmetria funzionale conseguente a precontatti dentali è il cross-bite monolaterale posteriore.

Espressione di una malocclusione complessa caratterizzata da un deficit simmetrico del mascellare che determina una discrepanza dei rapporti occlusali sul piano trasversale, coinvolgendo uno o più elementi dentali.

Tale malocclusione è spesso associata alla presenza di abitudini viziate quali:

  • deglutizione atipica,
  • la suzione del ciuccio o del dito,
  • la respirazione orale.Che modificano l’equilibrio tra le forze esercitate dalla muscolatura esterna delle labbra e delle guance e quelle sviluppate dalla muscolatura interna della lingua, che non svolge la sua azione plasmante sul mascellare superiore.

Il cross-bite si ripercuote anche sulla funzione, causando un’inversione dei cicli masticatori.

In condizioni normali, sul piano frontale il pattern fisiologico del ciclo masticatorio è caratterizzato da uno spostamento della mandibola verso il basso durante la fase di apertura.

E da una deviazione dalla parte del bolo nella fase di chiusura.

Esame clinico extraorale.

L’osservazione del volto permette di verificare la presenza di armonia e simmetria tra le componenti facciali.

Come descritto da Proffit.

Un viso proporzionato può essere diviso in cinque parti uguali.

Un quinto centrale delimitato da due rette passanti per l’angolo interno degli occhi, due quinti mediali definiti dalle rette passanti per l’angolo interno ed esterno degli occhi e due quinti laterali esterni a questi ultimi.

Il naso e il mento devono coincidere con il quinto centrale e l’ampiezza del naso può essere uguale o leggermente più ampia rispetto al quinto stesso.

La distanza interpupillare, infine, deve coincidere con l’ampiezza della bocca.

La simmetria del volto può essere verificata considerando la posizione del mento rispetto a un piano verticale mediano.

Definito da una retta passante per il Nasion il punto Subnasale e il Pogonio.

In condizioni di simmetria il mento giace lungo la linea mediana così individuata.

La mancata coincidenza del mento con il quinto centrale del volto o del Pogonion cutaneo con la linea mediana del viso.

Individuano una deviazione laterale del mento e sono riscontrabili nel paziente con un’asimmetria del terzo inferiore del viso di tipo funzionale.

Secondo Arnett.

La simmetria del volto può essere verificata considerando la posizione del mento rispetto a un piano verticale mediano definito da una retta passante per la glabella e il filtro.

In condizioni di simmetria il mento giace lungo la linea mediana così individuata.

La mancata coincidenza del mento con il quinto centrale del volto o del pogonion cutaneo con la linea mediana del viso.

Individuano una deviazione laterale del mento e sono riscontrabili nel paziente con un’asimmetria del terzo inferiore del viso di tipo funzionale.

Esame clinico intraorale.

Una volta verificata la presenza di una deviazione mandibolare.

Si osserva il paziente in occlusione per esaminare la posizione delle linee mediane superiore e inferiore.

In massima intercuspidazione si valuta:

  1. la linea mediana superiore rispetto a quella inferiore, e viceversa.
  2. la posizione delle singole mediane delle due arcate rispetto alla mediana del viso.
  3. la posizione delle singole mediane rispetto alla linea mediana della base apicale di appartenenza.

In presenza di una deviazione funzionale della mandibola, generalmente si riscontra una mancata coincidenza reciproca delle linee mediane.

Con una deviazione della linea mediana inferiore rispetto al centro del viso.

La valutazione della coincidenza delle mediane in apertura.

Permette di fare diagnosi differenziale tra un’asimmetria funzionale e un’asimmetria vera (scheletrica o dentale).

In particolare:

  1. Nelle Asimmetrie facciali e posturali vere l’assenza di coincidenza delle linee mediane persiste sia in massima intercuspidazione sia in apertura.
  2. Nella deviazione mandibolare funzionale dovuta a un’interferenza occlusale, le linee mediane non sono coincidenti in chiusura ma lo diventano in apertura.

Guidando la mandibola in relazione centrica è possibile individuare con certezza Visione frontale di un paziente con asimmetria funzionale.

http://www.aequabilitas.it

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