Bruxismo parafunzione che consiste nel digrignare i denti

Il Bruxismo

Bruxismo

Il bruxismo è una parafunzione del sistema masticatorio caratterizzata da movimenti periodici e stereotipati di serramento e/o digrignamento dei denti.

Come noto, le parafunzioni possono provocare, nel tempo, un sovraccarico funzionale a carico dell’apparato stomatognatico (con effetti destruenti su denti, parodonto, ricostruzioni protesiche o implantoprotesiche ed articolazioni temporomandibolari), cefalee e dolori muscolari.

Casa sono le parafunzioni?

Le parafunzioni sono attività orali non finalizzate ad uno scopo ed estranee alle normali funzioni del sistema occluso-masticatorio (deglutizione, fonazione, masticazione).

Rientrano tra le parafunzioni:

  • mordersi le labbra e/o le guance,
  • spingere la lingua contro i denti,
  • succhiare le dita e l’onicofagia.

Infatti, le parafunzioni possono provocare, nel tempo, un sovraccarico funzionale a carico dell’apparato stomatognatico.
Con effetti destruenti su denti, parodonto, ricostruzioni protesiche o implantoprotesiche ed articolazioni temporomandibolari), cefalee e dolori muscolari.

 

Tipi di Bruxismo.

Principalmente se ne distinguono due tipi.

 

Bruxismo notturno

Il bruxismo notturno è un disturbo frequente che causa al risveglio cefalea e dolori artro-muscolari estremamente fastidiosi, oltre ad un’aumentata abrasione e sensibilità dentaria.

Bruxismo diurno.

Il bruxismo diurno è classificato in base al tipo di movimento (serramento o digrignamento) ed al periodo della giornata in cui si manifesta.

Se il paziente ha l’abitudine di serrare i denti si parla di bruxismo statico (clenching).
Parafunzione che si verifica più frequentemente di giorno, con il paziente spesso consapevole di serrare i denti.

Se il paziente digrigna i denti si parla di bruxismo dinamico (grinding)
Parafunzione che si verifica più frequentemente di notte, quando il paziente è inconsapevole di digrignare i denti.

L’origine.

L’origine del bruxismo è multifattoriale.

La teoria occlusale sostiene che le interferenze occlusali, stimolando i meccanocettori parodontali, provocano movimenti mandibolari finalizzati ad eliminare le interferenze occlusali.

Alcune teorie collegano il bruxismo notturno alla presenza di carenze nutrizionali, squilibri enzimatici, squilibri posturali, disturbi del sistema endocrino ed allergie.

Anche l’ereditarietà riveste un ruolo importante, è frequente che un bruxista abbia un genitore bruxomane.

Anche un elevato livello di stress, ansia, ostilità ed iperattività, può generare fenomeni di bruxismo.
Un’alta percentuale (69%) di soggetti presenta disagi legati a condizioni croniche di ansia e di stress.
In effetti, tutte le parafunzioni possono essere considerate come vere e proprie valvole di sfogo correlate allo stress, che si esprimono nell’organo masticatorio.

Quindi il bruxismo può rappresentare un modo per ridurre lo stress, tanto è vero che nei periodi di maggiore serenità, questo fenomeno tende a diminuire.

Nei fumatori si è riscontrato bruxismo con una frequenza cinque volte maggiore rispetto ai non fumatori.

La diagnosi.

La diagnosi non è sempre agevole, perché si tratta spesso di un’attività di cui generalmente il paziente è inconsapevole.

Possono contribuire alla sua intercettazione ed identificazione un’accurata raccolta della storia clinica e delle abitudini del soggetto.
Il racconto di familiari o compagni del paziente che testimonino attività motorie orali durante il sonno.

L’identificazione di segni oggettivi di sovraccarico occlusale come estesa usura dentaria, impronte dentali del margine linguale.

Inoltre è spesso presente dolenzia alla palpazione dei muscoli masticatori (temporale e massetere su tutti) e cefalea.

Tuttavia una diagnosi più accurata dovrebbe prevedere una polisonnografia con registrazione elettromiografica dei muscoli masticatori e registrazione audio-visiva del sonno.

Vedi: esame posturale con strumenti Kinesiografici e eletromiografici.
http://www.laposturologia.it/esame-posturale/

Oggi, in base a studi polisonnografici.
Questo disturbo viene considerato un fenomeno associato ad uno “sleep arousal response” (un’improvvisa attivazione del sistema nervoso centrale durante il sonno), che si verifica durante il passaggio a fasi di sonno di differente profondità.

Vedi: Occlusione e postura.

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