Dismetria degli arti inferiori nei bambini: quando c’è da preoccuparsi?
Con l’espressione «dismetria degli arti inferiori» si indica una differenza di lunghezza tra i segmenti ossei delle due gambe. Si tratta di una condizione estremamente comune: le due metà del corpo umano (emisomi) non sono mai perfettamente simmetriche e piccoli dislivelli sono del tutto normali. Spesso, queste asimmetrie condizionano direttamente l’equilibrio del bacino e della postura globale.”
Le cause alla base di questo squilibrio sono numerose e si dividono principalmente in tre grandi categorie:
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Congenite: presenti fin dalla nascita a causa di uno sviluppo osseo alterato (come emiipertrofie, arti ipoplasici o displasie scheletriche).
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Acquisite: legate a fattori esterni successivi alla nascita (origini traumatiche, infettive, infiammatorie o neurologiche).
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Idiopatiche: quando la differenza si manifesta durante la crescita senza una causa apparente o una patologia di fondo.
La diagnosi nel neonato e nel bambino
Nel neonato, in assenza di patologie evidenti, la dismetria idiopatica è spesso la più difficile da diagnosticare. Diventa complesso persino stabilire con certezza se l’arto “malato” sia quello più lungo o quello più corto. Durante le prime fasi dello sviluppo, infatti, possono insorgere asimmetrie in cui il femore, la tibia (o entrambi) crescono a velocità differenti. Ognuna di queste situazioni va monitorata con estrema attenzione dallo specialista.
Le cose cambiano quando parliamo di un bambino più grande. Una dismetria lieve – ovvero una differenza di lunghezza che rientra entro il centimetro – non crea alcun problema alla deambulazione. Inoltre, non determina deformità strutturali alla schiena, come la scoliosi. Questa disparità millimetrica non deve quindi destare alcuna preoccupazione nei genitori.
Esame clinico e strategie di trattamento
La gestione di un paziente in fase di crescita richiede un esame clinico e posturale attento e personalizzato. È fondamentale programmare valutazioni periodiche in sequenza per monitorare l’evoluzione della crescita ossea e formulare una strategia su misura.
Il trattamento dipende strettamente dall’entità della differenza, dalla velocità con cui si è sviluppata e dalla presenza di altri disturbi associati:
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Dismetrie lievi: può essere sufficiente l’inserimento di un semplice rialzo nella scarpa o di un plantare specifico.
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Dismetrie superiori ai 2 cm: richiedono un approccio multidisciplinare più approfondito (che può coinvolgere ortopedici, posturologi e fisioterapisti).


Il ruolo della Riprogrammazione Posturale
In conclusione, l’approccio moderno alle deformità e alle asimmetrie degli arti inferiori offre soluzioni d’avanguardia non invasive. Un aiuto particolarmente interessante arriva dall’utilizzo di solette propriocettive.
Questi dispositivi stimolano i recettori del piede per agire direttamente sulla deprogrammazione e riprogrammazione delle catene muscolari di apertura e chiusura. Se associato a un percorso di riprogrammazione posturale globale, questo trattamento permette al corpo del bambino di ritrovare il proprio equilibrio simmetrico in modo naturale e duraturo.


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DOTT. SALIH HAMOUDE.
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Qualifica: Medico Chirurgo
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Specializzazione: Odontoiatria
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Ambito Clinico: Riabilitazione Ortopedico Funzionale dei Mascellari
T.D.P. PREMOLI IVO
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Competenze Cliniche: Posturologo e Posturometrista (Tecnico della Prevenzione)
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Specializzazioni: Posturologo, Posturometrista, Kinesiologo e Masso-Fisioterapista
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Focus Terapeutico: Analisi strumentale d’alta precisione delle catene recettoriali, riequilibrio bio-meccanico e riabilitazione neuro-muscolare integrata ai dispositivi occlusali.
Dott.ssa SICHELI ANNA
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Qualifica: Osteopata
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Specializzazione: Terapia Manuale e Trattamento Osteopatico Cranio-Sacrale
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Focus Clinico: Sblocco delle restrizioni fasciali e articolari, ripristino della mobilità cranio-cervicale e gestione osteopatica delle tensioni legate ai disordini temporo-mandolari (ATM).
DOTT.SSA CAPUCCINI CHIARA
- Qualifica: Ottico Optometrista
- Specializzazione: Analisi visuo-posturale e valutazione della funzionalità binoculare.
Focus Clinico: Intercettazione dei deficit di convergenza e dei “torcicolli oculari”, rieducazione visiva integrata e ottimizzazione del recettore visivo in sinergia con il sistema tonico posturale.


