Problemi Posturali che condizionano l'assetto posturale

Problemi Posturali maggiormente riscontrabili

Problemi Posturali: I Fattori che Condizionano l’Assetto Posturale

L’assetto posturale non è una condizione statica, ma il risultato di un equilibrio neuro-muscolare millimetrico. Esistono specifici problemi posturali che condizionano l’assetto del corpo in modo profondo alterando la stabilità del bacino e della postura globale.

I principali recettori e sistemi biologici che governano, regolano o alterano questa delicata stabilità sono:

  1. L’apparato visivo (recettore oculare)

  2. La deglutizione e la lingua

  3. L’occlusione (apparato masticatorio)

  4. La respirazione (e il blocco diaframmatico)

  5. L’apparato muscolare (catene e retrazioni)

  6. L’apparato scheletrico (struttura e curve)

Quando uno di questi sistemi fallisce, il corpo attiva dei compensi muscolari protettivi che alterano la nostra simmetria.

1. L’Apparato Stomatognatico e l’Occlusione

L’apparato masticatorio gioca un ruolo cruciale nella statica del corpo. Alcune malocclusioni dentali creano carichi parodontali asimmetrici e non equivalenti, che si traducono in una torsione o in una contrazione muscolare non equilibrata per sequenza e intensità.

Dal punto di vista clinico, questo sbilanciamento dà spesso vita a una masticazione monolaterale (da un solo lato) e a una conseguente flessione del capo dallo stesso lato. Un’occlusione “claudicante” ha un’incidenza diretta su:

  • Il deterioramento e l’usura dell’Articolazione Temporo-Mandibolare (ATM).

  • L’aumento delle deformazioni craniche.

  • L’insorgenza di tensioni parassitarie destabilizzanti sulle catene muscolari.

Questo legame neuro-muscolare viene costantemente confermato nella pratica clinica durante la valutazione degli atteggiamenti scoliotici (scoliosi funzionale) e dei paramorfismi.

Vedi: Bocca e Postura.

2. Il Sistema Oftalmico (Visivo)

disfunzione otovestibolare colpo di frusta e vertigini posturali
Il sistema otovestibolare e le interazioni con gli occhi e i piedi per il controllo dell’equilibrio.

L’insieme dei meccanismi della vista si fonda su quattro grandi processi indipendenti: l’emmetropizzazione, la binocularizzazione, l’identificazione e la scomposizione delle immagini in uno stimolo nervoso. L’equilibrio armonioso di queste strutture permette la corretta focalizzazione sulla retina, impedendo di vedere doppio grazie alla coordinazione di entrambi gli occhi.

Lo squilibrio o la sovra-programmazione dei muscoli extraoculari può generare disfunzioni e difetti visivi importanti come:

  • Ametropia, Miopia e Ipermetropia

  • Presbiopia e Astigmatismo

  • Strabismo e deficit di convergenza

Un occhio che non converge costringe i muscoli sub-occipitali del collo a contrarsi per compensare la vista, alterando la postura cervicale e discendente.

Vedi: Occhi e Postura

3. Il Sistema Otovestibolare e l’Equilibrio

Una disfunzione otovestibolare, un trauma (come il classico colpo di frusta) o uno stato infiammatorio possono danneggiare i recettori dell’orecchio interno che sovrintendono alla funzione dell’equilibrio.

Questo deficit può dare origine a un senso di vertigine o instabilità, la cui causa va ricercata nella perdita di coordinazione lineare tra tutti i recettori:

  • In primis i recettori vestibolari e quelli legati all’ATM (mandibola).

  • In secondo luogo i recettori visivi (occhi) e, a cascata, gli esterocettori del piede.

Vedi: Acufeni e Postura

4. Il Sistema Podalico: La Nostra Base

Il piede rappresenta l’unico contatto diretto del corpo con l’ambiente esterno. Essendo cosparso di innumerevoli recettori cutanei e propriocettivi, riceve e trasmette costantemente flussi informativi verso il sistema nervoso centrale.

Il piede ha il compito di:

  • Adattare la propria struttura alla superficie d’appoggio.

  • Informare costantemente il cervello sulla nostra posizione spaziale e sulla conformazione del terreno.

Per svolgere al meglio questa funzione meccanica – che lo vede agire prima come organo sensitivo e solo dopo come organo motorio – il piede non deve presentare alterazioni strutturali o blocchi articolari che ne limitino la plasticità.

Le patologie maggiormente riscontrabili sono:

  • Alterazioni sovrapodaliche;
  • Rotazione tibiale;
  • Piede cavo;
  • piatto;
  • torto congenito;
  • Piede cedevole infantile;
  • Metatarsalgie;
  • Talargie.

Vedi Piedi e Postura

5. L’Apparato Scheletrico: Dismorfismi, Paramorfismi e il Blocco Respiratorio

Quando parliamo di alterazioni strutturali, dobbiamo fare una netta distinzione tra dismorfismi (alterazioni ossee strutturate e irreversibili) e paramorfismi (atteggiamenti posturali scorretti e reversibili).

Queste condizioni nascono spesso da una debolezza o da un ipertono dei muscoli, condizionando lo sviluppo in età pediatrica e trasformandosi in vere e proprie patologie dolorose in età adulta (manifestandosi geometricamente sotto forma di iperlordosi, ipercifosi o scoliosi).

L’importanza del Diaframma e le Retrazioni Muscolari

Uno dei problemi posturali più importanti è il blocco respiratorio diaframmatico. Questo disturbo si manifesta attraverso:

  1. Un’elevazione anomala del torace con retrazione dei muscoli inspiratori (collo e spalle).

  2. Il conseguente blocco del diaframma in posizione di inspirazione.

  3. La nascita di una iperlordosi diaframmatica localizzata proprio al passaggio tra la zona dorsale e lombare (vertebre D11, D12, L1, L2).

Questo blocco produce una retrazione dei muscoli della catena superiore del cingolo scapolare, provocando un “arrotolamento” della scapola e la rotazione interna della testa dell’omero (spalle chiuse in avanti). Le retrazioni muscolari (anteriori o posteriori) non si limitano alla colonna, ma causano asimmetrie diffuse in tutto il corpo:

Distretto Corporeo Possibili Alterazioni Posturali da Retrazione
Bacino Anteroversione o Retroversione del bacino
Ginocchia Ginocchia vare (a parentesi) o valghe (a X)
Caviglie e Piedi Calcagno varo/valgo, Piede cavo/piatto, Pronazione o Supinazione

Vedi: Posturologia Applicata

Conclusione: Ascoltare i Campanelli d’Allarme

In conclusione, la fisiologia della postura (sia in visione frontale che di profilo) deve esprimere un perfetto equilibrio neuromuscolare, privo di tensioni asimmetriche e forze destabilizzanti.

I sintomi dolorosi e le alterazioni posturali che abbiamo descritto non vanno ignorati: sono le sirene d’allarme del nostro organismo. Se queste patologie posturali non vengono diagnosticate in tempo tramite un esame posturometrico e posturologico, possono innescare processi degenerativi articolari precoci, a volte irreversibili.

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DOTT. SALIH HAMOUDE.

  • Qualifica: Medico Chirurgo

  • Specializzazione: Odontoiatria

  • Ambito Clinico: Riabilitazione Ortopedico Funzionale dei Mascellari

T.D.P. PREMOLI IVO

  • Competenze Cliniche: Posturologo e Posturometrista (Tecnico della Prevenzione)

  • Specializzazioni: Posturologo, Posturometrista, Kinesiologo e Masso-Fisioterapista

  • Focus Terapeutico: Analisi strumentale d’alta precisione delle catene recettoriali, riequilibrio bio-meccanico e riabilitazione neuro-muscolare integrata ai dispositivi occlusali.

Dott.ssa SICHELI ANNA

  • Qualifica: Osteopata

  • Specializzazione: Terapia Manuale e Trattamento Osteopatico Cranio-Sacrale

  • Focus Clinico: Sblocco delle restrizioni fasciali e articolari, ripristino della mobilità cranio-cervicale e gestione osteopatica delle tensioni legate ai disordini temporo-mandolari (ATM).

Dott.ssa Chiara Cappuccini

    • Qualifica: Ottico Optometrista

    • Specializzazione: Analisi Visiva Funzionale e Rieducazione Viso-Posturale

    • Focus Clinico: Valutazione delle afferenze visive, dei deficit di convergenza oculare e delle correlazioni tra recettore visivo, sistema tonico posturale e recettore cranio-mandibolare.

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