Sport e Postura: La Sinergia Vincente per l’Atleta e la Performance
Troppo spesso, durante una competizione o un allenamento, assistiamo alla scena di un atleta che si porta improvvisamente la mano alla coscia, alla spalla o a un ginocchio, chiedendo l’immediata sostituzione. Questo tipo di infortunio può verificarsi dopo un tiro potente, ma anche in seguito a una corsa in accelerazione o a un semplice salto.
Se osserviamo la struttura fisica di questi atleti professionisti, notiamo una muscolatura estremamente trofica e tonica: di conseguenza, non si può certo parlare di una debolezza muscolare superficiale. Dobbiamo invece constatare l’esistenza di retrazioni e accorciamenti muscolari profondi, associati a posture compensatorie che compromettono il gesto atletico e aumentano il rischio di lesioni. Queste problematiche di origine posturale possono essere facilmente indagate attraverso specifici test di flessibilità e valutazioni posturali mirate.
Migliorare l’Estendibilità: I Limiti dello Stretching Classico
Un atleta che incrementa in modo ottimale la propria estendibilità muscolare e posturale non solo riesce a prevenire una vasta gamma di infortuni, ma produce anche un gesto tecnico più economico, fluido ed efficace.
Purtroppo, nella preparazione atletica odierna si ricorre ancora a un uso eccessivo dello stretching classico, il quale non è in grado di evitare i compensi. Ad esempio, il tentativo di stirare la zona nucale comporta spesso un’accentuazione della curva lombare. Un muscolo che si irrigidisce è indissociabile dalla catena muscolare alla quale appartiene: per allungarlo realmente è indispensabile trazionare le due estremità di tale catena, impedendo ogni forma di compensazione. Da qui la necessità di adottare esclusivamente stiramenti globali.
Messa in tensione a freddo vs Muscolo caldo Un muscolo “caldo” diventa temporaneamente più elastico, rendendo l’allungamento provvisoriamente più facile; tuttavia, una volta raffreddato, tornerà alla sua lunghezza originale (allungamento effimero). Al contrario, la messa in tensione globale della muscolatura eseguita “a freddo” permette di guadagnare una lunghezza concreta e strutturale, che si conserverà nel tempo.
Le Grandi Scuole Posturali a Confronto
Nell’ambito della rieducazione e della preparazione atletica, si distinguono tre grandi approcci metodologici:
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Scuola Francese (Approccio Mézières, Souchard, Metodo delle tre squadre): Rappresenta il pilastro principale sia a livello qualitativo che quantitativo. Il grande merito del metodo Mézières consiste nell’esercitare contemporaneamente un’azione sul muscolo, sul dolore e sul bloccaggio articolare, riducendo drasticamente la rigidità.
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Scuola Australiana (Approccio McKenzie): Focalizzata sulla centralizzazione del dolore e sul trattamento dei disturbi meccanici della colonna.
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Back School: Mirata all’educazione, alla prevenzione e alla gestione autonoma delle algie vertebrali.
L’integrazione di questi approcci consente di ottenere risultati eccellenti negli atleti che presentano severe rigidità delle catene muscolari. A livello terapeutico, si possono proporre alcune posture statiche (come la classica posizione supina con le gambe a squadra) anche tutti i giorni per 10 minuti. Rimane comunque fondamentale la seduta settimanale di un’ora con il professionista, poiché determinate posture statiche richiedono di essere mantenute a lungo (fino a 30 minuti per un singolo esercizio).
Basi Tecniche del Metodo Posturale
Il protocollo di messa in tensione avviene in modo lento e progressivo sotto il controllo costante del Posturologo, richiedendo una partecipazione attiva e determinante da parte del soggetto. Il metodo si fonda su tre concetti cardine:
1. Tensione Fisiologica
La tensione si ottiene solo attraverso la postura e deve spingersi al limite dell’estendibilità muscolare, senza mai superarla. Bisogna obbligare il tessuto profondo a vincere le barriere elastiche che tendono a farlo ritornare al suo punto neutro di tensione. L’apprendimento progressivo consente di giungere a posture ad angolo retto, in cui occipite, scapole e sacro risultano perfettamente allineati. La progressione didattica si articola in tre fasi distinte: fase passiva, fase attivo-passiva e fase attiva.
2. Progressione Clinica e Catene Algiche
La progressione deve rispettare rigidi parametri legati al tempo, alla forma della postura, al rapporto con il dolore e alla catena algica. Quest’ultimo fattore è di primaria importanza poiché il dolore può avere un’evoluzione ascendente o discendente:
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Processo Discendente: Un atleta che accusa una lombalgia potrebbe aver sofferto in passato di una cervicalgia non risolta, che rappresenta la vera causa primaria del problema. In questo caso, il trattamento inizierà con un allineamento sacro-scapole.
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Processo Ascendente: Lo squilibrio si sviluppa a partire dai recettori inferiori. Questo tipo di disfunzione ascensionale è strettamente connesso alle alterazioni dell’appoggio podalico. In un processo ascendente, il lavoro posturale comincerà dall’allineamento scapole-occipite.
In entrambi i percorsi, l’obiettivo clinico è risalire dall’effetto alla causa, dal problema secondario alla lesione iniziale.
3. Il Rilasciamento Psico-Muscolare
Ogni esercizio di messa in tensione deve essere rigorosamente accompagnato da una espirazione cosciente, controllata e profonda. Gli autori francesi definiscono questo stato come “rilasciamento globale espiratorio”.
Per l’atleta non è immediato: molti tendono a eseguire un’espirazione forzata, finendo per coinvolgere la muscolatura dinamica (come gli obliqui dell’addome). Al contrario, occorre educare il soggetto a eseguire un semplice “sospiro espiratorio”, continuando a soffiare fuori l’aria lentamente e in modo passivo, anche quando ritiene di aver esaurito la fase di espirazione.
Considerazioni e Integrazione nella Stagione Agonistica
Nel programma di lavoro che copre l’intera stagione agonistica, è essenziale individuare i momenti corretti per inserire le metodologie posturali nel piano delle attività atletiche.
Il lavoro di messa in tensione globale della muscolatura deve essere necessariamente personalizzato e differenziato da atleta ad atleta, poiché lo stesso identico esercizio assume un significato clinico e un impatto differente a seconda del soggetto. Questo fattore dipende dalle specifiche rigidità delle catene muscolari: all’interno di una squadra di venti persone, il posturologo può isolare quattro o cinque gruppi omogenei di lavoro, monitorando attentamente la risposta terapeutica del singolo atleta.
In conclusione, è auspicabile un’inversione di tendenza nei settori giovanili e professionistici che induca gli atleti a una reale “presa di coscienza” del proprio corpo, permettendo loro di conoscerne i limiti e le potenzialità attraverso tecniche posturali mirate al raggiungimento della forma fisica ottimale.
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DOTT. SALIH HAMOUDE.
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Qualifica: Medico Chirurgo
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Specializzazione: Odontoiatria
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Ambito Clinico: Riabilitazione Ortopedico Funzionale dei Mascellari
T.D.P. PREMOLI IVO
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Competenze Cliniche: Posturologo e Posturometrista (Tecnico della Prevenzione)
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Specializzazioni: Posturologo, Posturometrista, Kinesiologo e Masso-Fisioterapista
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Focus Terapeutico: Analisi strumentale d’alta precisione delle catene recettoriali, riequilibrio bio-meccanico e riabilitazione neuro-muscolare integrata ai dispositivi occlusali.
Dott.ssa SICHELI ANNA
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Qualifica: Osteopata
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Specializzazione: Terapia Manuale e Trattamento Osteopatico Cranio-Sacrale
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Focus Clinico: Sblocco delle restrizioni fasciali e articolari, ripristino della mobilità cranio-cervicale e gestione osteopatica delle tensioni legate ai disordini temporo-mandolari (ATM).
DOTT.SSA CAPUCCINI CHIARA
- Qualifica: Ottico Optometrista
- Specializzazione: Analisi visuo-posturale e valutazione della funzionalità binoculare.
Focus Clinico: Intercettazione dei deficit di convergenza e dei “torcicolli oculari”, rieducazione visiva integrata e ottimizzazione del recettore visivo in sinergia con il sistema tonico posturale.
