Modelli dentali in gesso montati su articolatore gnatologico per l'analisi delle asimmetrie occlusali RE e RI in posturologia.

Cause principali dei disturbi della base cranica

I Disturbi della Base Cranica Maggiormente Riscontrabili

Nell’ambito della posturologia clinica e della terapia manuale, la Sincondrosi Sfenobasilare (S.S.B.) viene considerata un vero e proprio specchio dell’integrità corporea. Tuttavia, l’equilibrio di questa delicata struttura può essere compromesso da molteplici fattori scatenanti, sia intrinseci che estrinseci.

Comprendere l’interazione tra i traumi fisici, il sistema fasciale e il complesso recettoriale è un passaggio fondamentale nello studio dell’osteopatia e postura. Di seguito analizziamo le cause e i disturbi della base cranica riscontrabili con maggiore frequenza nella pratica clinica.

Le Cause Principali dei Disturbi alla Base del Cranio

1. Traumi Cranici Diretti

Disturbi della base cranicaIl cranio è esposto a forti forze di compressione e di trazione, in particolar modo durante le fasi del parto; queste sollecitazioni meccaniche possono eventualmente portare a modificazioni strutturali permanenti, specialmente a livello della base cranica. In fasi successive della vita, anche le cadute e i traumi contusivi diretti sul cranio possono provocare severe disfunzioni della base, in particolare nell’età dello sviluppo, quando le ossa craniche non sono ancora completamente unite e consolidate.

2. Tensioni Ipertoniche dei Muscoli della Nuca

I gruppi muscolari profondi che si inseriscono direttamente sull’osso occipitale, insieme alle relative tensioni fasciali cervicali, possono ostacolare la corretta mobilità fisiologica di queste ossa. È importante sottolineare che, a loro volta, tali ipertoni muscolari possono anche essere causati o esacerbati da disturbi e stress di natura psichica ed emotiva.

3. Tensioni Intracraniche della Dura Madre

Disturbi della base cranicaLe membrane a tensione reciproca intracranica svolgono un ruolo cruciale. Per via dei loro punti di inserzione anatomica diretti sullo sfenoide e sull’osso occipitale, le tensioni anomale della dura madre sono spesso le dirette responsabili di una ridotta mobilità della Sincondrosi Sfenobasilare (S.S.B.).

4. Restrizioni Suturali delle Ossa Craniche

I blocchi e le densità a livello delle suture possono letteralmente imprigionare il movimento intrinseco della S.S.B.:

  • La mobilità dello sfenoide può essere ridotta da vettori di forza che hanno impattato sull’osso zigomatico o sull’osso frontale, determinando una restrizione dei rispettivi collegamenti suturali.

  • La mobilità dell’occipite può essere invece seriamente pregiudicata da traumi subiti dall’osso temporale o da disfunzioni dell’atlante (la prima vertebra cervicale C1).

Le Connessioni a Distanza: Sacro, Visceri e Sistema Miofasciale

Incidenti e Cadute sull’Osso Sacro e sul Coccige

Esiste un ponte anatomico indissolubile tra l’estremità inferiore e quella superiore della colonna: attraverso la dura madre spinale (il tubo durale), i traumi sacrali e i colpi sul coccige (es. cadute sul sedere) possono trasmettere la loro forza disfunzionale in modo ascendente fino alla S.S.B.

Disfunzioni viscerali.

I disturbi viscerali e le alterazioni di mobilità degli organi interni, come per esempio una ptosi gastrica (lo scivolamento dello stomaco verso il basso), possono ripercuotersi in via riflessa sulla S.S.B. attraverso i collegamenti fasciali e i legamenti sospensori che si connettono alla base cranica.

Disfunzioni Muscolo-Scheletriche Generali

Le problematiche posturali e le asimmetrie del sistema locomotore possono pregiudicare la mobilità della S.S.B. agendo attraverso le catene miofasciali ascendenti. Proprio per via di questi fitti collegamenti muscolari e delle inserzioni fasciali alla base del cranio, le condizioni della S.S.B. offrono al terapeuta un’immagine fedele dell’organizzazione complessiva del resto del corpo.

La S.S.B. come Specchio e Sintesi dell’Organismo

Riassumendo, emerge chiaramente come i modelli organizzativi, adattativi e difensivi dell’intero organismo si proiettino inevitabilmente sulla Sincondrosi Sfenobasilare.

In linea teorica, una condizione di tensione completamente simmetrica, libera e armonica nella S.S.B. presupporrebbe che nell’organismo esaminato non vi siano tensioni disfunzionali o compensi di alcun genere. Di conseguenza, attraverso la palpazione cranica, il terapeuta non solo è in grado di localizzare le tensioni disfunzionali dislocate nel resto del corpo, ma può anche percepire l’organizzazione spaziale globale dell’organismo usando la S.S.B. come fulcro di ascolto.

L’importanza della S.S.B. nella diagnosi e nella terapia va ben oltre la semplice descrizione meccanica delle sue disfunzioni. Nella realtà clinica quotidiana, è raro che una disfunzione della base cranica compaia in modo isolato: le diverse alterazioni si presentano quasi sempre in maniera combinata e sovrapposta. Inoltre, il terapeuta deve sempre considerare che le cosiddette disfunzioni traumatiche possono rivelarsi degli effetti secondari adattativi, così come le disfunzioni apparentemente secondarie possono nascondere un’effettiva origine traumatica remota.

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DOTT. SALIH HAMOUDE.

  • Qualifica: Medico Chirurgo

  • Specializzazione: Odontoiatria

  • Ambito Clinico: Riabilitazione Ortopedico Funzionale dei Mascellari

T.D.P. PREMOLI IVO

  • Competenze Cliniche: Posturologo e Posturometrista (Tecnico della Prevenzione)

  • Specializzazioni: Posturologo, Posturometrista, Kinesiologo e Masso-Fisioterapista

  • Focus Terapeutico: Analisi strumentale d’alta precisione delle catene recettoriali, riequilibrio bio-meccanico e riabilitazione neuro-muscolare integrata ai dispositivi occlusali.

Dott.ssa SICHELI ANNA

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  • Focus Clinico: Sblocco delle restrizioni fasciali e articolari, ripristino della mobilità cranio-cervicale e gestione osteopatica delle tensioni legate ai disordini temporo-mandolari (ATM).

DOTT.SSA CAPUCCINI CHIARA

  • Qualifica: Ottico Optometrista
  • Specializzazione: Analisi visuo-posturale e valutazione della funzionalità binoculare.

Focus Clinico: Intercettazione dei deficit di convergenza e dei “torcicolli oculari”, rieducazione visiva integrata e ottimizzazione del recettore visivo in sinergia con il sistema tonico posturale.

Segue: Le catene muscolari

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